La città e il territorio di Albenga costituiscono un caso tutto particolare nella regione ligure, sia per l'ambiente dove sorge la città, l'ampia piana alluvionale formata dal fiume Centa, sia per il centro storico stesso, che conserva quasi intatto il tessuto urbano medievale, sulla pianta della città romana.
Nota già come capoluogo dei Liguri Ingauni, ma fondata in pianura dai romani nel I secolo a.C., Albenga (Albium Ingaunum preromana, divenuta Albingaunum con la romanizzazione, Albingana nel medioevo) può vantare una sopravvivenza di più di duemila anni sempre nella stessa sede; dopo l'espansione di età imperiale oltre e sopra le mura, venne di nuovo rinchiusa nella cinta muraria e fortificata all'inizio del V secolo. E' appunto la ricostituzione della città, dovuta al generale Costanzo, poi imperatore, marito di Galla Placidia, che le ha permesso di mantenere la sua identità urbana attraverso i secoli dell'alto medioevo. Già capoluogo di municipium, sede di diocesi almeno dal 451 quando è noto il suo primo vescovo, capoluogo di comitato nell'alto medioevo, poi libero comune, fu dal 1251 fino alla fine del Settecento città convenzionata con Genova; poi, dopo l'età francese, capoluogo di Provincia e di Circondario fino al 1927.
La città conserva, sulla pianta romana, l'intatto tessuto urbano medioevale, solo modificato dalla costruzione, tra XVI e XVIII secolo, delle principali dimore patrizie: l'atmosfera è infatti ancor oggi quella di una città di età comunale, dominata dalle torri (dodici sono ancora in elevato, di molte altre conglobate negli edifici sono ben evidenti le strutture), che ha il suo centro, oggi come nel medioevo, nella piazza della cattedrale e del comune. Vi sorgono il Battistero paleocristiano con uno splendido mosaico del V secolo e bassorilievi altomedievali, la cattedrale di San Michele anch'essa con vestigia del V secolo e bel campanile trecentesco, il gruppo principale delle torri; il visitatore passa dagli angoli suggestivi come la raccolta piazza dei Leoni o l'incrocio dei Quattro Canti tra il cardine ed il decumano della città romana, ai musei, tra i quali è unico nel suo genere quello che espone una parte del carico della nave oneraria del I secolo a.C. colata a picco prima di raggiungere il porto di Albenga.
Ma Albenga non è solo una città museo: è anche una città molto viva, in crescita economica e demografica, grazie alla ricchezza della sua piana fecondata da secoli di alluvioni del Centa e giunta in questo secolo ad uno straordinario sviluppo della ortofrutticoltura prima, ed oggi della floricoltura; ed ha anche un notevolissimo entroterra formato dalle sue valli, ambienti naturali ed umani diversificati e ricchi di fascino e di valori oggi ancora pressoché intatti.